Il Paese

BORMIDA – SMERALDO VERDE D’ITALIA TRA REALTA’, MITO E LEGGENDA

Bormida è un piccolo suggestivo Paese dell’Alta Valle Bormida, immerso nel verde dei suoi rigogliosi boschi di castagno che digradano verso l’alto nel verde più tenue delle faggete del Colle del Melogno che ben gli han meritato l’aggettivo di “Smeraldo Verde d’Italia”, con una superficie boscata pari al novantasei per cento del territorio.

Bormida conserva intatto il suo fascino antico di paese “di confine” in quanto il suo territorio si inerpica sulle alture aspre dei monti che sovrastano e delimitano la vallata: Il Settepani, il Ronco di Maglio, e va a confluire nel “Passo del Melogno” , nebbioso e segreto, affascinante, misterioso di antiche leggende, spazioso verso il mare nelle giornate limpide.

Bormida ha un territorio ricco di luoghi di incontaminata bellezza: le escursioni che si possono intraprendere nei nostri boschi siano esse a piedi, in mountain Bike, a cavallo, ci conducono a guardare incantati posti come “La Zampa del Rolando” , una roccia panoramica con un duplice orizzonte: quello marino verso la riviera ligure di ponente, quello dell’entroterra, verso i paesi di Carcare, Cairo Montenotte, Cosseria, e, proprio di fronte, adagiata nella Valle, Bormida, verde e silenziosa, con al centro il nastro trasparente del Fiume omonimo, che nasce alle falde del Monte più alto, il Settepani.

La Rocca del Rolando, con l’impronta leggendaria del gigante, è raggiungibile dal Colle della Baltera attraverso la via del “Tecchio Vecchio”, con 2 ore di cammino su una strada comoda e immersa nel verde. Sull’itinerario si incontra il “Lago del Serpente”. Camminiamo ora su un altro versante ed incontriamo un altro itinerario: quello che porta alle sorgenti del Fiume Bormida. Sono raggiungibili attraverso un sentiero recentemente segnato che parte dalla Località Piano Soprano, attraversa la Località Pisciarella passando per la Cascina Piagna (ex Laboratorio Provinciale allevamento lepri e trote), fino a raggiungere la piccola sorgente che dà l’inizio al nostro Fiume. Sul cammino si incontra la “Fontana dell’Oro”. Chissà perché questo nome? La leggenda si perde nella notte dei tempi, verso racconti di cercatori d’oro. . . forse di una miniera d’oro.

Continuiamo il nostro ipotetico cammino scendendo più a valle e, nell’aprirsi della vallata di Piano Soprano ecco il parco della Ferriera. La Ferriera è un antico Palazzo di proprietà della Famiglia Pertini / Maiorca, il cui nome deriva dall’attività un tempo esercitata nel borgo di lavorazione del ferro (i ruderi di un antica ferriera ci danno testimonianza), circondato da un ampio, incantevole, verde parco.
Il Bormida in corsa tra le sponde erbose divide le due zone di Piano Soprano; ecco l’Oltrebormida , intravisto tra le foglie dei noci secolari che costeggiano il corso dell’acqua, piccolo borgo immerso nel lento fluire del tempo agreste.
Ancora Bormida antica: Piano Sottano, centro storico: la vecchia strada comunale che attraversa il Borgo, un archivolto di pietra il suo accesso; adiacente la Piazza delle Corriere. Poco più avanti sempre su questa strada l’antica Cappella di San Martino e poi, sulla Provinciale, la Cappella seicentesca della Madonna del Carmine, dove sostò, in un tempo lontano, Margherita Teresa d’Asburgo in viaggio verso l’Austria. (della “Strada dell’Imperatrice” si è parlato all’apposita voce) Di fronte, su una roccia sospesa sul corso del fiume, raggiungibile con un sentiero segnato, la statua della Madonnina del Carmine osserva dall’alto il cammino; di notte è un faro di riferimento, di giorno offre un momento di silenzio e di pace a chi vuole raggiungerla a piedi e sostare. Da lì la vista sul Piano Sottano è bellissima.

E Poi l’antica Borgata dei Pirotti, in alto sul lato sinistro della vallata; tempo che non corre, ci si può sedere su una panca di pietra ed ascoltare lo sgorgare di una fontanella proprio in mezzo al Borgo, alzare lo sguardo e vedere la vallata che si allontana e digrada e poi di nuovo sale verso il Passo del Melogno, verso le luci dell’Avamposto militare del Settepani.

Camminiamo ancora: la vallata si apre, il sole brilla e gioca su uno specchio d’acqua immerso nel verde; sovrastato dall’imponente Rocca della Tavanna: Il Lago Romana. In questo punto la vallata che ospita il nostro Paese si allarga in un più ampio respiro: un area naturalistica che ospita un lago per la pesca sportiva, un prato che costeggia l’acqua , sorgenti, sentieri, angoli per il relax ideale in un pigro pomeriggio estivo ma anche suggestivi per una passeggiata invernale sulla neve di fronte al lago ghiacciato. Davvero un oasi di natura a pochi chilometri dai vicini centri urbani, a pochi minuti dai caselli autostradali di Altare e Millesimo.

Ancora Bormida nuova: un mulino eolico rincorre il vento sul Colle della Baltera, condiviso con il vicino Comune di Osiglia.

Infine, territorialmente parlando, a Fornelli, al confine con i Comuni di Pallare e Mallare ma in Comune di Mallare, l’Antica Abbazia di Fornelli. Risalente al 1179, fondata per opera di Bonifacio il Vasto che concesse le terre in quello che in allora era considerato territorio di Cosseria ai padri agostiniani per la costruzione di un ospedale per 12 infermi, segna la nascita del primo insediamento della vallata.
Tutto questo è un po’ di Bormida, raccontata per quanto possibile attraverso le parole, con la speranza che possano aver stuzzicato la curiosità e la voglia di vederla davvero e di viverla. . vecchia e nuova, comunque bella, da scoprire.